In attesa di partire (il 10 luglio) per il ritiro in terra d’Austria, il Napoli prova a giocarsi le ultime carte in questa fase del calciomercato. Ufficializzati Quagliarella e Cigarini, il gruppo a disposizione di Donadoni sta diventando importante. Adesso...
di Red.
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l’immancabile pausa di riflessione, quattro uomini al microscopio per monitorare vizi e virtù, pregi e difetti, costi e ricavi di una operazione (una?) da affrontare con cura e con calma, avendo già dato, avendo già speso, avendo già attrezzato un Napoli...
Aereo per Vienna, poi 40 chilometri di autostrada, l'A2, e si arriva nel ritiro del Napoli. A due passi da Baden, sede scelta da Donadoni quando era il ct della nazionale per gli Europei. Sei campi di calcio, tutti omologati dalla Fifa ed uno in erba artificiale.
Jorge Cyterszpiler, agente di Julio Cruz, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Napoli Magazine". Cyterszpiler si decide in queste ore il futuro di Cruz?
"Non ho detto questo". Quando si conoscera' il futuro di Julio Cruz? "Entro una settimana, forse due".
Julio Cruz è arrivato a Milano e vorrebbe risolvere
la sua situazione entro questa settimana -si legge in uno stralcio de "Il Corriere del Mezzogiorno", evidenziato da "Napoli Magazine"-. Così da iniziare
Penso che il Napoli, a prescindere dal modulo che sarà adottato da mister Donadoni, abbia bisogno di un attaccante forte nel gioco aereo. Tutte le squadre importanti hanno almeno una "torre" in rosa. Uno come Cruz farebbe la fortuna degli azzurri. In un attacco a tre, l'argentino costituirebbe un perfetto riferimento centrale, con Lavezzi e Quagliarella "larghi". In un attacco a due, l'interista sarebbe l'arma in più da utilizzare, magari a partita in corsa, per scardinare le difese avversarie. Ricordate...
Julio Cruz si informa per i figli sulle scuole inglesi a Napoli
Per quel giorno tanto atteso di venticinque anni fa, il 5 luglio 1984, un giovedì, la frenesia e l'entusiasmo cominciarono dal mattino. Nel quartiere di Fuorigrotta sorse d'incanto un paese festoso di bancarelle, negozi ambulanti, motocicli col rimorchio scoperto, e fu una sagra di bandiere e magliette azzurre, palloncini, trombe, cassette musicali coi primi inni di baldoria, poster del campione tanto atteso col suo nome e il magico numero 10, tutto un commercio improvvisato dall'artigianato volante dei vicoli. Si vendettero bandiere lunghe otto metri - si legge nel ricordo di Mimmo Carratelli per "Repubblica" -. Alfredo De Leva, pittore salernitano di madonne sui marciapiedi, compose sull'asfalto coi suoi gessetti colorati un gigantesco ritratto del riccioluto ragazzo argentino. Pagando mille, duemila e tremila lire per i tre ordini di posti dello stadio, settantamila napoletani riempirono il San Paolo. L'arrivo di Maradona dette la scossa a una città che si sentiva abbandonata e si era consegnata alla resa di ogni speranza e ambizione. Da vent'anni Napoli non riceveva la visita di un capo dello Stato. Un ragazzo testardo, Antonio Juliano, ebbe un ruolo decisivo nell'acquisto di Maradona, pedinando Ferlaino in ogni sua mossa. L'ingaggio di Maradona divenne un'impresa che oltrepassò i limiti sportivi. Fu considerato l'ingaggio che tutta la città volle, per il quale si sarebbe impegnata essa stessa accorrendo allo stadio. Nei sette anni di permanenza a Napoli del pibe, il pubblico del San Paolo comprò biglietti e abbonamenti per 150 miliardi di lire. Per Napoli fu un sfida orgogliosa perché il "colpo" sensazionale avrebbe meravigliato il resto d'Italia e messo il Napoli alla pari degli squadroni del Nord. Derisa e sottovalutata in tanti campi, la città si concesse questa clamorosa rivincita. Una Dyane azzurra, che sulle fiancate portava scritto con lo spray "Viva il nino de oro", e sul cofano aveva un gigantesco 10, fece più volte il giro della pista. Sugli spalti venne srotolato un telo lungo venti metri con la scritta: "Nel cielo di Napoli ci sono tante stelle, Maradona è la più splendente". Dai registratori portatili si diffusero le note e le parole delle prime canzoni di felicità: "Maradona tango" e "Tifoso innamorato". All'ultimo momento si rinunciò alla parte più spettacolare: la discesa in elicottero sull'erba dello stadio del ragazzo magico. Trecento giornalisti scrissero la cronaca di quel fantastico pomeriggio. Le emittenti televisive di tutto il mondo aprirono le loro telecamere. In campo, un centinaio di fotografi, molti
dei quali inseguiti e addentati dai cani del servizio d'ordine, fece
brillare i flash. Maradona si fermò su un tappeto...